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La religione |
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Gli Egizi erano politeisti, adoravano molte divinità (addirittura 700), ciascuna delle quali aveva i suoi sacerdoti, i suoi templi, le sue terre: i sacerdoti di un dio avevano, tra gli altri, il compito di amministrarne i beni, e naturalmente ne traevano vantaggio.
Essi celebravano complicatissimi riti, tra cui quello di penetrare ogni
mattina nella parte più nascosta del
(spesso gigantesco, ricco di colonne, di decorazioni, di ornamenti preziosissimi), aprire lo scrigno in cui era racchiusa la statua del dio, e dargli il buongiorno. La cerimonia si ripeteva al momento della buonanotte.
Nei 3000 anni della sua storia, la civiltà egizia accumulò un gran numero di divinità, cui la popolazione era più o meno devota a seconda dell'epoca e del luogo. Alcuni erano gli dei protettori delle singole città; molti gli zoomorfi (cioè con aspetto di animali); moltissimi quelli la cui venerazione non era ricollegabile a un origine particolare.
Anubis: (significa colui che apre la strada ai morti, la guida dell’aldilà) questa divinità presiedeva i riti dell’imbalsamazione e a lui venivano indirizzate molte preghiere per i morti durante le funzioni funebri. In genere veniva rappresentato con l’aspetto di uno sciacallo nero con una folta coda o come un uomo con la testa di sciacallo o di cane. Ra: Divinità solare (il sole). Era simbolo di rinascita e rigenerazione.Ra veniva identificato anche con il dio Horus. Athor: figlia di Ra; dea della gioia, della musica e della danza. Veniva raffigurata con le orecchie di vacca. Thot: è il nome greco dato al Dio egizio della luna, sapienza, scrittura, magia, misura del tempo, matematica e geometria. Ammone-Ra: Il suo nome significa occulto, era il più grande nei cieli, il più vecchio sulla terra, e i suoi sacerdoti gli dedicavano inni affettuosi. |