|
Arte e Tecnologia
Gli egizi elaborarono una propria forma
di
scrittura,
in
La parola "geroglifico" deriva dal greco e significa "sacra incisione": i geroglifici erano infatti incisi o dipinti soprattutto sulle pareti dei templi e delle tombe.
Col passare del tempo i geroglifici assunsero il carattere di ideogrammi, ossia di disegni che rappresentavano non più soltanto un oggetto, ma l’idea che quell'oggetto faceva venire in mente.
Sia la scrittura pittografica, sia quella ideografica avevano però dei grossi limiti. Un grosso passo avanti si ebbe quando gli scribi sumeri ed egizi incominciarono a considerare i disegni delle loro scritture non per le cose che rappresentavano, ma per i suoni dei nomi di queste cose.
La scrittura divenne qualcosa di simile ai rebus che noi risolviamo per passatempo. Per esprimere la parola amore, potremmo per esempio disegnare un amo e un re.
Questa
scrittura sillabica,
in cui ogni disegno indica il suono di una sillaba, fu la prima forma di
scrittura
fonetica.
Era ancora una forma complicata di scrittura , riservata ai sacerdoti e
agli scribi. Ma già si avvicinava all’idea di un
papiro Gli obelischi
Gli Egizi furono maestri nell’erigere obelischi (alte colonne ben squadrate e incise, spesso ricavate da un solo masso di pietra) e nello scolpire statue di pietra, talvolta di notevoli dimensioni. I risultati che raggiunsero in questa arte sono sorprendenti, se si considera che per scolpire i duri massi di granito, gli Egizi avevano a disposizione unicamente strumenti di pietra (di poco aiuto erano infatti quelli di bronzo). Alcuni artigiani davano forma al masso colpendolo con una boccia di pietra più dura (dolerite), tenuta con ambo le mani; altri la scolpivano più minutamente usando con molta abilità di diverse fogge di martelli di pietra. Obelisco di Tuthmosi I (Karnak)
Queste monumentali tombe dei faraoni furono edificate prima che si conoscesse l'uso della ruota e del ferro, c'è davvero da rimanere ammirati. La loro costruzione richiedeva precise conoscenze di geometria (vi era un'esatta proporzione tra la base e l'altezza), di astronomia (erano perfettamente orientate secondo i 4 punti cardinali) e specialmente di ingegneria.
piramide di Cheope
Spesso le cave di pietra si trovavano a grande distanza dal luogo di costruzione, e i massi dovevano essere trascinati su slitte e trasportati sul Nilo mediante zattere. Per staccare dalla roccia i blocchi gli Egizi utilizzavano un metodo ingegnoso: inserivano nella pietra dei cunei di legno che, bagnati, si gonfiavano e spaccavano la roccia secondo la linea desiderata. Un altro metodo curioso era adoperato per elevare i blocchi in modo da sovrapporli ai precedenti, a mano a mano che la costruzione della piramide progrediva. La parte già costruita veniva insabbiata, in modo da preparare una parete inclinata di sabbia sulla quale i massi potevano essere trascinati. Un fango viscido consentiva di fare scorrere i massi su quelli sottostanti e permetteva un loro perfetto allineamento.
Gli Egizi amavano la musica. Canti e danze non accompagnavano soltanto i momenti di festa, ma molte occupazioni quotidiane.
Per trasportare a grandi distanze uomini e Le barche di papiro erano però troppo fragili per trasportare grossi pesi. Gli Egizi pensarono allora di costruire navi di legno ma poiché il legno in Egitto era scarso e di cattiva qualità; gli artigiani dovevano ingegnarsi a costruire la parte esterna dello scafo attaccando l’una all’altra assi molto corte, tenute insieme da brevi travi trasversali: per la mancanza di lunghe travi le loro navi erano prive di chiglia, cioè di quello scheletro di legno che serve a garantire la solidità dello scafo nel senso della lunghezza eppure con queste fragili imbarcazioni gli Egizi riuscirono a navigare anche il Mar Rosso, che essi collegarono al Nilo con un lungo canale che consentiva di evitare i faticosi percorsi terrestri. |