Gli Antichi Egizi 

Usi e Costumi

 

Bambini lungo il Nilo

I bambini egiziani portavano il cranio accuratamente rasato con una treccia che ricadeva da un lato della testa, si coprivano i fianchi con un corto gonnellino e andavano quasi sempre scalzi.

 

Giocavano all’aperto e avevano un gran numero di giocattoli: trottole, palle di stracci, bambole, cerchi e pupazzi.

Pochi bambini andavano a scuola, che si iniziava a cinque anni e che preparava a diventare scribi.(vedi scrittura)

 

Gli altri bambini seguivano il padre per imparare un mestiere.

 

Le bambine restavano a casa e seguivano le faccende domestiche.

La scuola era chiamata camera di insegnamento il maestro era indicato con il termine sebau.

Di solito la scuola si trovava presso un tempio, ma le lezioni potevano essere tenute anche all’aperto.

Gli scolari sedevano su stuoie attorno al maestro. Ogni lezione si svolgeva in un clima di grande severità, lo scarso impegno e gli errori venivano puniti severamente.

Il primo compito dello scolaro era imparare a leggere e a scrivere: per questo era usato un librone di esercizi chiamati kemit, una raccolta di nozioni utili e semplici da capire e da trascrivere sotto dettatura.

Dopo aver fatto pratica di geroglifici, imparandoli anche a memoria , si procedeva alla lettura di documenti pubblici.

A fianco delle normali materie di studio erano previste lezioni di ginnastica per irrobustire il corpo ed imparare le regole, la lealtà e la disciplina.

La lotta, gli esercizi acrobatici e la sfida con i bastoni erano i giochi più amati. Lo studio della matematica e della geometria era fondamentale non solo per l’amministrazione e la contabilità, ma anche per numerose professioni: quella dell’ingegnere, dell’agronomo, del pittore, dell’astronomo e perfino del medico.

Gioco degli sciacalli